Come dicevo, questo sliver è fuori sequenza, perché non avevo fatto in tempo a raccogliere le cose che mi servivano e, soprattutto, volevo pensarci un po’.
La copertina eccola qui:
L’imagine è un bmp che mi aveva mandato uno di quelli del numero 9 che le fa (le bmp o esaquadri) da qualche anno. Eccola qui, da sola:
A parte il giallo un po’ acido, era capitata a puntino, visto che mi stavo (e mi sto) dibattendo con i miei quasi 50 anni. E poi, avevo appena visto 300 e riletto 300. Meglio il fumetto, direi…
Lo sliver alla fine è venuto fuori grassottelo, una cosa che il blog mi sta aiutando a non fare più. Infatti,avevo deciso di includere TUTTE le istruzioni per l’uso. E dentro c’erano:
(1) Le regolette, incluso il fatto che qui c’erano le spiegazioni, che copio integralmente
(2) Un riassunto: la scelta del nome, da dove viene fuori sliver
Shards: carino, ha a che fare con il vetro ma ha già un uso in role playing, tipo shattered realms
Shreds potrebbe andare bene ma dà troppo un’idea negativa
Fragments ha molto (forse troppo) a che fare con i blog anche se esprime bene il senso di questa cosa
Splinters potrebbe anche andare bene ma c’è il gioco splinter cell e anche qui il significato è troppo univocamente di qualcosa di spezzato
Boxes potrebbe andare bene, anche perché il riferimento a Count Zero è migliore, ma è troppo tridimensionale
Slivers mi sembra la cosa migliore e non ho trovato riferimenti tranne che a un film, inoltre è un buon riferimento anche a cose di Count Zero, e poi ricorda anche le cialde di Intrigo wetware e i frammenti che si infila nella testa Naima in Nirvana
Snippets potrebbe andare molto bene ma forse è troppo legato alla programmazione
L’importante è l’idea del frammento, del pezzetto, che può essere rilasciato, perduto, spezzato, distribuito etc. (i verbi inglesi sono più carini ma mi sembrano troppo affettati, ah ah ah…).
Ho iniziato a farli quando mi è venuta l’idea di un diario (o di uno specchio) a pezzi, distribuiti. Inoltre i pezzetti di idea vengono anche da “Pattern recognition” di William Gibson, da “Count Zero” e “Neuromancer” sempre di William Gibson, da “High Fidelity” di Nick Hornby.
(3) il fatto che veniva fuori dal bitmap
(4) Poi mi sono venute in mente delle cose e altre le ho cercate o mi sono capitate in quel mese, aggiunte in disordine.
Una è sicuramente:

Le città e la memoria 2
All’uomo che cavalca lungamente per terreni selvaggi viene desiderio d’una città.

Finalmente ginge ad Isidora, città dove i palazzi hanno scale achiocciola incrostate di chiocciole marine, dove si fabbricano a regola d’arte cannocchiali e violini, dove quando il forestiero è incerto fra due donne ne incontra sempre una terza, dove le lotte dei galli degenerano in risse sanguinose tra gli scommettitori. A tutte quete cose egli pensava quando desiderava una città. Isidora è dunque la città dei suoi sogni: con una differenza. La città sognata conteneva lui giovane; a Isidora arriva in tarda età. Nella piazza c’è il muretto dei vecchi che guardano passare la gioventù: lui è seduto in fila con loro. I desideri sono già ricordi.
Italo Calvino. Le città invisibili. Mondadori
5) Quindi, questo qui doveva essere sui sogni, sui desideri e sul cammino. Però poi mi sono venuti in mente gli spartani, quelli della graphic novel, più che del film, per diverse buone ragioni
Cosa c’entrano con me? E’ CHE VORREI AVERE GLI ADDOMINALI DI LEONIDA CAZZO! Aggiungo ora, dopo un anno di ginnastica mattutina, che faccio prima se me li faccio ritoccare su una fotografia

(6) Però, poi ho visto questo video
http://it.youtube.com/watch?v=N-Ff6NvxTCg che vi consiglio. Fra le cose che mi sono venute in mente è che io quello che volevo da bambino non me lo ricordo, il che è un bel problema: che sogni dovrebbe mandarmi la luna, o il dio dei viaggiatori? Questo è Randy Pausch e questo sliver è un po’ anche per lui. (che nel frattempo è morto)
(7) Facendo questo sliver, mi sono reso conto di quanto, come suoni, testi e immagini, io giri sempre intorno alle stesse cose. Probabilmente ci sono delle buone ragioni. Ecco un altro pezzetto, da Count Zero, William Gibson:
“… Come here child. Show us your marvel.”
“Señor,” Paco lisped, bowing, and stepped forward to exhibit the thing he held.
Marly stared. Box of plain wood, glass fronted. Objects.
“Cornell,” she said, her tears forgotten. “Cornell?”. She turned to Virek.
“Of course not. The object set into that length of bone is a Braun biomonitor. This is the work of a living artist.”
“There are more? More boxes?”
“I have found seven. Over a period of three years. The Virek Collection, you see, is a sort of black hole. The unnatural density of my wealth drags irresistibly at the rarest works of the human spirit. An autonomous process, and one I ordinarily take little interest in”
But Marly was lost in the box, in its evocation of impossible distances, and loss and yearning. It was somber, gentle, and somehow childlike. It contained seven objects.
The slender fluted bone, surely formed for flight, surely from the wing of some large bird. Three archaic circiut boards, face with mazes of gold. A snooth white sphere of baked clay. An age blackened fragment of lace. A finger-inset smoothly with the silicon shaft of a small instrument that must once have ridden flush with the surface of the skin but the thing’s face was seared and blackened.
The box was a universe, a poem, frozen on the boundaries of human experience.
“Gracias, Paco”…
Purtroppo gli sliver non sono niente del genere. Più che altro sono un tentativo di sintesi e spesso li faccio tagliando via cose. Non dovremmo liberarci dei nostri affanni per sfuggire alla ruota della vita? Cmq, come scriverebbe sicuramente mio figlio, grazie a William Gibson e anche a Steve Jobs.
(non aggiungo le immagini perché le ho già messe: foto di Jobs e Gibson)
Grazie anche a Nick Hornby e a High fidelity, ovviamente, con cui gli sliver hanno ovvie relazioni. Molte delle cose che vorrei dire sono nelle canzoni di questo sliver.

(8) Poi ieri ho visto “Tutta la vita davanti”. Sono rimasto fulminato, almeno un

po’. Se uno di vita ne ha davanti al massimo la metà cosa fa?

Probabilmente dovrebbe fare questo, ma è inquietante:
Aggiungo, ora, che però gennaio torna ogni anno. Aggiungo anche che il disco lo ho spedito pure alla Ragonese, chissà se lo ha ricevuto.
(9) E allora, di film me ne vengono in mente altri, che mi contengono, o che io contengo
Eccone due:

Aggiungo, ora, che sono da White Oleander e Nirvana.
Vorrei commentare ora che questo sliver era un tantino enfatico. Sto perdendo l’abitudine. Tenete conto che questo è uno sliver tematico, quindi sogni e viaggi
La scelta dei pezzi:
1. isadora64 / Calvino, I. 1:07 per il testo e perché io cammino veloce verso il muretto
2. Sweet Dreams / Eurythmics 4:54 sogni e viaggi e un testo un tantino ripetitivo
3. Walk of Life / Dire Straits 4:09 molto anni ‘80
4. The Wanderer / U2 Feat. Johnny Cash 5:42 per il titolo e per la voce
5. Think / Aretha Franklin 3:16 io penso poco e dovrei pensare di più
6. La Triste Réalité (Hip Hop Version) [Featur… 4:06 grande la versione hip hop. Incidentalmente mi sono scaricato tutti e 7 i remix
7. La voglia di libertà / Jovanotti 4:20 perché è un po’ che la sento e la risento, senza arrivare a niente
8. Ya Rayah / Faudel, Khaled & Rachid Taha 7:28 anche questa è su un viaggio. Poi, mi piaceva la versione del concerto. Se vi trovate, guardate il video su Youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=DuPhCmmfKiE per quella di Rachid Taha e
http://www.youtube.com/watch?v=1GjPso4PFWE per quella di tutti e tre. Incidentalmente, cerca che ti ricerca, si trova anche una traduzione, vedi sotto.
9. Fuori Orario / Bandabardò 3:06 perché sono io che sono fuori orario
10. In Onda / Francesco De Gregori 5:24 in fondo, dopo tante incertezze, tocca anche rilassarsi un po’: con un piede batto il tempo, spreco il tempo
11. Genesis / Jorma Kaukonen 4:18 ma ci sarà ancora qualcuno che lo ricorda? Time has come for us to pause/ And think of living as it was/ Into the future we must cross, must cross/ I'd like to go with you
12. Graceland (CD) / Paul Simon 4:52: There is a girl in New York City,/ Who calls herself the human trampoline,/ And sometimes when I'm falling flying/ Or tumbling in turmoil I say/ Whoa so this is what she means,/ She means we're bouncing into Graceland
13. In Viaggio / P. Fresu 4:28 in viaggio, appunto
14. Good Riddance (Time Of Your Life) / Gree… 3:26, che sarà la millesima volta che la metto e la metterò Another turning point, a fork stuck in the road/ Time grabs you by the wrist, directs you where to go
15. Knockin' On Heavens Door / Bob Dylan 4:03 solo 4 accordi per fare tutto questo. Vi ricordate il film?
16. Waiting for the Great Leap Forwards / Bill… 4:36 Ahimé tocca aspettare, e molto. Nel frattempo faccio sliver e t-shirt
17. Que Sera Sera (Whatever Will Be, Will Be) /… 2:06 tra poco curiosamente ridanno il film in televisione. melensa. Ne cercavo un’altra versione che avevo sentito in un jingle pubblicitario. A volte bisogna accontentarsi
Traduzione di Ya rayah, senza garanzie
Oh departing Traveler, where are you heading?
Your journey is bound to failure
How many travelers before you
Have sought the path with similar results?
How many cities and deserts have I roamed?
How much time have I wasted
Touring from one place to another?
Oh lost one, no matter how much you run away
Your destiny will end in exhaustion
Time has passed you by
And you have yet to notice it.
Incidentalmente, tanto per controllare chi legge e chi no, di quelli che hanno già gli sliver e di quelli che non li hanno, offrirò tre occasioni, della durata di una settimana per chiedere 1(uno) arretrato. Ogni occasione è aperta per 1 settimana e vale per 1 solo disco. Per ogni occasione potrei 5 dischi totali (se non si trattasse di una violazione del copyright), quindi first come first serve.
Questa è la prima occasione.